sabato, dicembre 02, 2006

Il labirinto del fauno

Spagna, 1944. Una Rolls Royce nera si infila su per una stradina di montagna, scortata da altre macchine che recano sulla porta delle minacciose insegne militari. A bordo della Rolls ci sono Mercedes, vedova da poco risposata con un ufficiale franchista, e Ofelia, sua figlia. Mercedes è incinta, Ofelia sta per incontrare per la prima volta il suo patrigno, che per lei sarà sempre e solo Il Capitano. Il capitano è un fanatico ossessionato dalla lotta contro la resistenza. Vive nel ricordo mitizzato di un padre eroe. È crudele e spietato. Quando c’è da torturare un prigioniero o da dare il colpo di grazia a un nemico ferito, ama occuparsi personalmente della faccenda. Per Ofelia l’unica via d’uscita da una realtà fatta di sangue e violenza è la fantasia. Quella dei suoi libri di fate. Quella che sembra sorgere all’improvviso davanti ai suoi occhi sotto forma di uno strano labirinto in mezzo al bosco. Seguendo il richiamo di bizzarri insetti-fata Ofelia scopre che al centro del labirinto, tra monoliti ricoperti di misteriose rune, vive un inquietante fauno. E che forse lei stessa è una principessa in esilio da un regno incantato. Il nuovo film di Guillermo Del Toro è sicuramente uno degli oggetti cinematografici più strani che potrete trovare in circolazione in questa fine anno. Il Labirinto del fauno corre lungo due binari paralleli: quello realistico, con la lotta fanatica del capitano contro la resistenza, tra battaglie e attentati in mezzo al bosco; quello fantastico, con il percorso iniziatico di Ofelia nel labirinto e con gli incontri di creature bizzarre e feroci (notevole il mostro senza occhi). In mezzo la visionarietà di Del Toro, che senza rinunciare ai suoi marchi di fabbrica (insetti come in Mimic, meccanismi a molla come in Cronos, intreccio Guerra civile/cinema horror come in La Spina del Diavolo, fascisti demoniaci come in Hellboy) crea il suo film più personale. Il tema è quello classico della fantasia come unica via di fuga di fronte all’orrore e alla tragedia della vita quotidiana. Solo che a differenza del cinema mainstream di questi anni, che sembra sempre più credere nel potere salvifico dell’immaginazione e della magia (pensiamo a Big Fish e a Neverland o a Narnia), Del Toro, da buon cattolico messicano, sembra dire che la fantasia è una via di fuga potentissima ma momentanea, e che la realtà, fatta di carne e sangue, sta sempre in agguato. Il corpulento Del Toro eccede un po’ in violenza e sangue, creando un film fuori genere: troppo fantastico e fatato per piacere ai fanatici dell’horror, troppo realistico e brutale per un pubblico che ama il fantasy, troppo scoppiato per piacere agli amanti del cinema realistico. Per questo si conferma uno dei nomi da seguire per chi ama i film visionari. Non un genio, ma un degno erede del grande cinema dei mostri universal degli anni ‘50. Con in più il tocco viscerale e morboso di un figlio del barocco messicano.

3 commenti:

0% ha detto...

Sto film promette molto bene, soprattutto per il non rientrare in un genere particolare.
Fuori dagli schemi e dentro il cinema.

duffogrup ha detto...

Come ben sai caro Maestro, il film mi ha lasciato un po' perplesso per i motivi che sai e che non dico per non fare spoiler sulla trama. Ho notato con ulteriore perplessità che il film è stato stroncato anche dai critici di Film TV. Probabile che questa sia la riprova che mi sbagliavo e che ci troviamo difronte ad un capolavoro.

Maestro Perboni ha detto...

In effetti ho raccolto pareri contrastanti da parte di amici che hanno visto il film. Tutti comunque concordano sul fatto che si tratta di un film diverso dal solito prodotto hollywoodiano sul tema fantasia-realtà (non che non ci siano bei film anche in quel settore, vedi Neverland o Big fish e in generale quelli di Tim Burton). A me è piaciuto molto anche perché Del Toro non è uno che finge di essere un grande regista. A lui piace il cinema visionario e ha trovato un bell'equilibrio: a hoolywood fa film più innocui (Hellboy o Mimic) in spagna quelli più personali (LA spina del diavolo e il Fauno). Comunque per me è un film da vedere...